Monte Rosa: il paradiso segreto degli amanti del freeride

Il comprensorio di Monterosa Ski si sviluppa per circa 180 km di piste tra la Val d’Ayas, la Valle del Lys e la Valsesia. Ma sono indiscutibilmente di più i km disponibili per chi non si ferma alle piste e si lancia alla scoperta del freeride.

Le previsioni dei prossimi giorni che promettono neve dovrebbero regalare quella  “powder” tanto desiderata dai nostri sciatori più impavidi.

Noi vi accompagniamo  in un viaggio ideale tra qualcuno degli itinerari freeride disponibili sulle nostre splendide montagne.

 

foto di Guide di Ayas

Gli itinerari sono proposti da Andrea Gallo nel suo libro “Polvere Rosa”; si svolgono in territorio d’alta montagna e, ricordate, lo sci fuoripista è un’attività che si svolge a proprio rischio e pericolo, con l’obbligo di sapersi auto soccorrere.

Se volete provare freeride e sci alpinismo, raccomandiamo di andare accompagnati da una guida (ricordate che Ayas ha a disposizione delle Guide eccezionali!).

mappa di Andrea Gallo

NETSCHO n.1

Dalla stazione di Punta Jolanda scendere in direzione Sud gli ampi pendii verso i boschi che conducono all’alpe Netscho.

Puntare la frazione a monte, per attraversare il torrente nel punto migliore.

Seguire la traccia del sentiero estivo (falsopiano) per circa 200 m, risalire a destra alle baite in cima alche sovrastano un bellissimo e ampio pendio che conduce in breve al piano davanti al “Petit Bar”, trecento metri a valle della partenza della seggiovia.

Discesa lontano dagli impianti di risalita.

La zona di Punta Jolanda è il regno dello sci selvaggio, dello sci “de combat” per dirla alla francese.

Per dirla all’italiana è il posto migliore dove sciare nelle giornate di brutto tempo, con boschi ripidi, grandi salti, gobboni assicurati.

Itinerario molto esposto a valanghe: attenzione!

Evitare assolutamente di scendere a valle dell’alpe Netscho in direzione dello skilift baby: pericolo di valanga sulla pista.

mappa di Andrea Gallo

BETTOLINA n.2

Dall’arrivo della seggiovia scendere immediatamente a sinistra per la stradina battuta.

Alla prima curva scendere sulla destra nel bellissimo vallone che porta a un’ampia conca (ruderi vecchio skilift).

Scendere il ripido canale che, data la sua esposizione, è spesso “carico” di neve ventata (attenzione!!!).

Raggiungere l’ampio vallone dell’alpe Bettolina.

Da qui a Stafal.

Molto difficile; itinerario isolato e lungo; il canale prima dell’alpe Bettolina è ripido e spesso con neve dura.
Una discesa facilmente accessibile e di gran soddisfazione, con una prima parte su ampi pendii e una seconda di raccordo dentro un fitto bosco, di sicuro una delle discese più belle del Monte Rosa.
Ideale per lo snowboard!

mappa di Andrea Gallo

LA MALFATTA n.3

Guadagnare la conca dove parte il Canale Miniere.

Attraversare a sinistra tutta la conca e risalire (10 minuti) all’evidente colle della Malfatta.

Affrontare lo stretto e ripido canale (corda utile 50 m) fino al pendio sottostante.

Prendere a sinistra nell’ampio pendio che scende direttamente ai pianori di fondo valle (eccezionale – 800 m di dislivello).

Seguire il fondo della valle fino al Rifugio Pastore (1575 m) e, a seconda dell’innevamento, raggiungere la strada oltre il ponte a sinistra oppure scendere direttamente il ripido bosco, oltre al rifugio, fino a S. Antonio.

Estremamente difficile. Utile una corda per il canale della Malfatta (45° – 50° secondo la stagione).

Impegno: molto serio. Ambiente di alta montagna.

Informarsi assolutamente sulle condizioni dei pendii di accesso al colle Malfatta e del primo (ripido) canalino.

PUNTA VITTORIA n.4

Dalla Forcella Bors prendere a sinistra lungo il ghiacciaio Bors, senza perdere quota, puntando a un isolotto roccioso.

Proseguire fino alla cresta che si affaccia sull’alta Valle Sesia. Scegliere il miglior punto di entrata nella parete (cornici frequenti); percorrere circa 100 m poi traversare decisamente a sinistra superando la cresta di neve.

Ora la parete è meno ripida (40°), percorrerla tenendosi a destra vicino alle rocce.

Superare la crepacciata terminale e collegarsi al fondo dei pendii della Malfatta.

Proseguire fino al Rifugio Pastore e Alagna.

Estremamente difficile. Entrata a 60°, pendio a 50°. Qualunque errore può essere fatale.

Impegno: sci estremo, riservato agli specialisti!

mappa di Andrea Gallo

VALLE DEL LYS o VALLE PERDUTA n.5

Traversare il ghiacciaio Indren in direzione di un’evidente fascia rocciosa.

Costeggiarla fino a un breve pendio di neve che si risale in breve tempo (5 minuti).

Prendere ancora a est verso un evidente colle sul crinale di fronte.

Risalire al colle (10 minuti) da dove parte lo stretto e ripido canale che conduce ai pendii sottostanti (corda utile).

Scendere liberamente verso sud fino a intravedere l’inizio della morena che costeggia il ghiacciaio (2943 m).

Superare la morena nel punto più facile ed entrare direttamente nel ghiacciaio (crepacci).

Tenersi a monte per evitare un salto di roccia e traversare l’ampio Plateau in direzione del versante Bettaforca.

Scendere il bosco fino a un blocco in cemento (acquedotto), da cui parte un’evidente traccia, fino a un pianoro prospiciente nei pressi di una baita.

Proseguire a destra nel bosco e in breve raggiungere la pista di rientro della Bettaforca fino al Wunder Bar Stafal.

Il canale di accesso alla Valle del Lys è ripido e stretto (corda utile); molto impegnativo.

Discesa che presenta quasi tutte le difficoltà di una lunga discesa fuoripista in alta montagna.

La discesa della Valle Perduta è sicuramente, assieme alla Malfatta, uno degli itinerari che hanno fatto nascere il mito della Polvere Rosa.

L’itinerario necessita di una notevole esperienza di alta montagna e di orientamento su ghiacciaio. La discesa è eccezionale per gli snowboarder, mentre il rientro è molto faticoso. Sono consigliate le racchette telescopiche.

Assicurarsi di una stabile situazione meteorologica.

Quest’anno non sprecate l’occasione di vivere davvero la montagna!

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